Conto Termico illuminazione LED pubblica amministrazione

Il nuovo Conto Termico 2.0 potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. 

Il nuovo Conto Termico, in vigore dal 31 maggio 2016, rappresenta un meccanismo rinnovato rispetto a quello introdotto dal decreto del 2012. Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi, con l'estesione alle società in house ed alle cooperative di abitanti, sono stati introdotti nuovi interventi di efficienza energetica. E' stata aumentata la dimensione degli impianti ammissibili e sono state snellite le procedure di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo. Inoltre si nota l'innalzamento del limite di erogazione degli incentivi in un'unica rata (dai precedenti 600 agli attuali 5.000 euro) e la riduzione dei tempi di pagamento, che passano da 6 a 2 mesi.

Con il Conto Termico 2.0 è possibile riqualificare gli edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.

Inoltre, il Conto Termico 2.0 consente alle Pubbliche Amministrazioni di esercitare il loro ruolo di guida di applicazione dell'efficienza energetica come previsto dalle direttive specifiche.

Il CT 2.0 prevede incentivi più alti

  • fino al 65% della spesa sostenuta per gli "Edifici a energia quasi zero" (nZEB);
  • fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie dibuilding automation, le caldaie a condensazione;
  • fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.);
  • anche fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;
  • il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali.  

I requisiti

I soggetti che possono richiedere gli incentivi del Conto Termico 2.0 sono:

  • Pubbliche Amministrazioni, inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali;
  • Soggetti privati.

L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente dai soggetti ammessi o per il tramite di una ESCO: per le Pubbliche Amministrazioni attraverso la sottoscrizione di un contratto di prestazione energetica, per i soggetti privati anche mediante un contratto di servizio energia previsti dal D.Lgs. 115/2008.

Si sottolinea il fatto che, dal 19 luglio 2016 secondo quanto dettato dal D.Lgs. 102/2014, potranno presentare richiesta di incentivazione al GSE solamente le ESCO certificate secondo la UNI-CEI 11352.

Gli incentivi

Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato tra il GSE e il Soggetto Responsabile. Gli incentivi sono corrisposti dal GSE nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5.000 euro.

Le Pubbliche Amministrazioni e le ESCO che operano per loro conto che optano per l’accesso diretto possono richiedere l’erogazione dell’incentivo in un’unica soluzione, anche nel caso in cui l’importo del beneficio complessivamente riconosciuto superi i 5.000 euro. 

Le Pubbliche Amministrazioni e le ESCO che operano per loro conto che optano, invece, per l’accesso tramite prenotazione possono beneficiare di un pagamento in acconto ad avvio lavori e un saldo alla loro conclusione.

Per ciascuna tipologia di intervento sono definite le spese ammissibili, ai fini del calcolo del contributo, nonché i massimali di costo e il valore dell’incentivo.

Gli incentivi del Conto Termico 2.0 non sono cumulabili con altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di rotazione, i fondi di garanzia e i contributi in conto interesse.

Alle Pubbliche Amministrazioni (escluse le cooperative di abitanti e le cooperative sociali) è consentito il cumulo degli incentivi con incentivi in conto capitale, anche statali, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo del 100% delle spese ammissibili. 

Gli interventi incentivabili

1) Interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (riservati alle Pubbliche Amministrazioni)

  • Efficientamento dell’involucro:
  • coibentazione pareti e coperture;
  • sostituzione serramenti;
  • installazione schermature solari;
  • trasformazione degli edifici esistenti in "nZEB";
  • illuminazione d’interni;
  • tecnologie di building automation.
  • Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.

2) Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza

  • Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:
    • pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
    • caldaie, stufe e termocamini a biomassa;
    • sistemi ibridi a pompe di calore.
  • Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

In questa sezione ci occupiamo solamente del caso particolare relativo agli impianti d'illuminazione d'interni con sistemi a LED ad alta efficienza, riservato alla Pubblica Amministrazione o a soggetti equiparati ad essa.

Documentazione da allegare alla richiesta di accesso all’incentivo:

A cura del Soggetto Responsabile e del Soggetto Delegato (ESCo):

1. documentazione comune a tutte le tipologie di interventi, come specificatamente indicato nell’Allegato 1;

  • Richiesta di concessione degli incentivi, sottoscritta anche nelle sezioni dedicate alle condizioni generali contrattuali e all’informativa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, unitamente alla copia fotostatica di un proprio documento d’identità in corso di validità.
  • delega del Soggetto Responsabile al Soggetto Delegato, solo nel caso in cui il Soggetto Responsabile abbia delegato un soggetto terzo a operare sul Portale in proprio nome e per proprio conto; 3. nel caso in cui il Soggetto Responsabile sia una ESCo che opera in nome e per conto di una PA o di un Soggetto privato, copia del relativo contratto (rispettivamente di rendimento energetico o almeno di servizio energia) corredata da idonea dichiarazione di rispondenza ai requisiti minimi previsti dall’allegato 8 del D.Lgs.102/14 o dall’allegato II del D.lgs. 115/08 e delle spese sostenute, in conformità ai modelli di cui all’allegato 2, nonché autodichiarazione di conformità alle prescrizioni della UNI CEI 11352; 4. autorizzazione del proprietario dell’edificio/immobile su cui l’intervento è realizzato, nel caso in cui il Soggetto Responsabile non sia il proprietario dell’edificio/immobile (vedi Allegato 2).
  • fatture e documentazione idonea a dimostrare i pagamenti effettuati (quali a titolo esemplificativo: ricevute dei bonifici, mandati di pagamento, ricevute con carta di credito) così come meglio dettagliato al paragrafo 6.8, ad esclusione del caso di cui al precedente punto 3);

2. asseverazione di un tecnico abilitato secondo quanto indicato nel paragrafo 6.2;

A cura dell'impresa installatrice e del produttore degli apparecchi led:

3. relazione tecnica di progetto timbrata e firmata dal progettista, contenente almeno i seguenti elementi:

  • descrizione dell’immobile oggetto dell’intervento, con indicazione della destinazione d’uso e della caratterizzazione delle singole zone in base alle attività svolte, dando evidenza di eventuali cambiamenti della destinazione d’uso della superficie illuminata tra la situazione ex-ante e quella ex-post;
  • descrizione degli ambienti interni e/o delle relative pertinenze esterne oggetto di intervento, con indicazione del totale e delle singole superfici coinvolte (m2), anche mediante planimetrie con individuazione dei singoli locali interni e/o delle pertinenze esterne;
  • descrizione del sistema d’illuminazione, anche mediante uno schema elettrico in cui è segnata la posizione degli eventuali strumenti di misura, con indicazione e descrizione dei corpi illuminanti e delle lampade usate (marca, modello, flusso luminoso, resa cromatica, efficienza, potenza assorbita e numero), sia in riferimento alla situazione ex-ante che a quella ex-post;
  • risultati del calcolo illuminotecnico per ciascuna zona oggetto dell’intervento, in base alle attività svolte. Nello specifico, è necessario che vengano rispettati i livelli di illuminamento minimi previsti dalla norma UNI EN 12464-1 – Illuminazione dei posti di lavoro, o della presenza di condizioni di sovra-illuminamento o sotto-illuminamento, sia nella situazione ex-ante che in quella ex-post.

4. documentazione fotografica attestante l’intervento, raccolta in documento elettronico in formato PDF, con un minimo di 7 foto riportanti:

  • vista d’insieme dei locali interni e/o delle pertinenze interessanti dall’intervento con inquadratura dei sistemi di illuminazione ante-operam;
  • vista d’insieme dei locali interni e/o delle pertinenze interessanti dall’intervento con inquadratura dei sistemi di illuminazione post-operam;
  • vista di dettaglio dei sistemi di illuminazione (corpi illuminanti e lampade) ante-operam;
  • vista di dettaglio dei sistemi di illuminazione (corpi illuminanti e lampade, con vista delle caratteristiche tecniche indicate nelle medesime) post-operam;
  • vista d’insieme in fase di lavorazione.

Documentazione da conservare a cura del Soggetto Responsabile:

  1. schede tecniche dei componenti oggetto dell’intervento fornite dal produttore dei sistemi/corpi illuminanti e/o lampade sia ante-operam sia post-operam; nelle schede relative a componenti installati deve essere riscontrabile la rispondenza ai requisiti minimi imposti dal Decreto;
  2. pertinente titolo autorizzativo e/o abilitativo, ove previsto dalla vigente legislazione/normativa nazionale e locale;
  3. eventuale documentazione comprovante la progettazione del rifacimento dell’impianto di illuminazione;
  4. relazione di collaudo illuminotecnico di tutte le aree oggetto dell’intervento nella situazione ex-ante e in quella ex-post. È opportuno che sia presente, per confronto, anche una tabella riepilogativa dei risultati del calcolo illuminotecnico;
  5. certificato di collaudo dell’impianto;
  6. certificato di collaudo illuminotecnico;
  7. verifica del livello di illuminamento. 

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