Come difendersi dalle aggressioni dei venditori di energia

Non passa giorno ormai senza ricevere telefonate o visite di venditori con pochi scrupoli che cercano di usare ogni mezzo per farci sottoscrivere un contratto di vendita di energia.

Riportiamo come promemoria alcuni semplici spunti per la difesa del consumatore che cerca ovviamente di ottenere il risparmio prospettato dai  call-center o dai venditori, ma che spesso subisce un raggiro da operatori disonesti.

Non farsi ingannare dalle telefonate di chi:

  • si spaccia come operatore del vostro fornitore di energia

In questo caso la telefonata è motivata dalla scusa di errori nell'ultima fattura.
Vengono quindi richiesti dati tecnici del contatore che il fornitore già possiede.

  • chiama per proporre un prezzo più basso

In questo caso il telefonista rivolge una serie di domande con l'obiettivo di ottenere delle risposte affermative che possono essere utilizzate come assenso all'attivazione di un nuovo contratto.

  • sottopone al cliente un sondaggio

In questo caso il telefonista rivolge una serie di domande con l'obiettivo di ottenere delle risposte affermative che possono essere utilizzate come assenso all'attivazione di un nuovo contratto.

Come difendersi:

  1. richiedere all'inizio della telefonata nome, cognome e codice dell'operatore del call center

  2. richiedere il nome del call center ed un numero di telefono per poter richiamare

  3. non fornire mai nessun dato riferito alla bolletta

  4. rifiutarsi di rispondere a qualsiasi domanda direttamente con un "sì"

  5. dichiarare di volersi far aiutare dal proprio tecnico di fiducia

  6. riportare telefonate particolarmente aggressive alle Associazioni Consumatori, alle Associazioni di Categoria o denunciarle alla Polizia Postale o ai Carabinieri

  7. Nel caso abbiate sottoscritto comunque un contratto telefonico, avete 14 giorni per esercitare il vostro "diritto di ripensamento". Agite subito richiedendoci assistenza per cancellare il contratto.

Come difendersi dalle vistite di chi si presenta a casa e:

  • segnala l'obbligo di modificare il tipo di tariffa applicata in bolletta

Il venditore, citando una norma inesistente, richiede una firma per la regolarizzazione, che avvia un nuovo contratto.

  • chiede copia di una bolletta per controllare i prezzi applicati

Il venditore, proponendo tariffe ingannevoli ed apparentemente molto più convenienti richiede una firma per il nuovo contratto.

  • sottopone al cliente un semplice questionario o sondaggio

Il venditore rivolge una serie di domande per ottenere risposte affermative che in realtà vengono utilizzate per la compilazione di un nuovo contratto.

  • propone la firma di un pre-contratto

Il venditore, rassicurando che la firma è senza valore, vi sta facendo firmare una richiesta di cambio di fornitore.

  • propone uno sconto sui servizi di rete o sugli oneri generali di sistema

Il venditore non può dare sconti se non sull'energia, essendo i servizi di rete e gli oneri generali di sistema stabiliti dall'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico e non modificabili.

  • propone con disinvoltura agevolazioni o riduzione dell'IVA, delle accise oppure sconti in bolletta

Il venditore non può dare sconti sulle imposte, che sono applicabili in misura ridotta solamente per particolari tipologie di attività. Diversamente si configura un reato di evasione fiscale.

Come difendersi:

  1. richiedere un documento ufficiale del venditore, il semplice tesserino può essere contraffatto

  2. richiedere il nome dell'azienda per cui lavora ed un numero di telefono ed indirizzo

  3. non fornire mai nessun dato riferito alla bolletta

  4. Non firmare mai nessun documento. Chiedere che qualsiasi documento venga lasciato in copia prima della sottoscrizione per una preventiva consultazione con un vostro tecnico di fiducia.

  5. rifiutarsi di rispondere a qualsiasi domanda direttamente con un "sì"

  6. dichiarare di volersi far aiutare dal proprio tecnico di fiducia

  7. riportare le situazioni particolarmente aggressive ed invadenti alle Associazioni Consumatori, alle Associazioni di Categoria o denunciarle alla Polizia Postale o ai Carabinieri

  8. Nel caso abbiate sottoscritto comunque un contratto, avete 10 giorni per esercitare il vostro "diritto di ripensamento". Agite subito richiedendoci assistenza per cancellare il contratto.

Per i contratti conclusi telefonicamente, i cosiddetti contratti a distanza, è prevista una particolare forma di tutela e garanzia nei confronti del consumatore: il c.d. diritto di ripensamento, ossia il diritto dell'utente di ripensare al contratto concluso a distanza e di liberarsi dal vincolo contrattuale manifestando una volontà in tal senso nei giorni immediatamente successivi alla sottoscrizione del contratto.

Il diritto di "ripensamento" si può esercitare senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo entro 14 giorni solari che decorrono, per i contratti relativi alla fornitura di servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

Se tuttavia il venditore non ha fornito al consumatore le informazioni sull’esistenza e sulle modalità di esercizio del diritto di recesso, il termine per esercitarlo diventa di 12 mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale (quindi, in totale, 14 giorni più 12 mesi), mentre in precedenza il termine era di 90 gg.

Il diritto di recesso si esercita inviando una raccomandata a/r all'operatore entro i termini sopra indicati. Richiedeteci il fac simile.

Entro gli stessi termini la comunicazione può eventualmente essere inviata per telegramma, fax o posta elettronica, purché confermata con lettera raccomandata nelle 48 ore successive.

Il diritto di ripensamento vale anche nel caso in cui l'adesione alla proposta sia avvenuta tramite il sito Internet o con l'intervento di un agente presso la vostra abitazione.

Al contrario non è applicabile qualora il contratto sia stato sottoscritto presso l’esercizio commerciale del fornitore.